giovedì 18 giugno 2009

Grandi pulizie

Piazza Oberdan, la più pulita di Milano. Il mezzo Amsa era passato una prima volta alle nove di sera poi, dopo aver svegliato chi di dovere, una seconda poco dopo la mezzanotte. Nella notte tra mercoledì 17 e giovedì 18 giugno, malgrado le polemiche di Bondi e De Corato, gli ormai “storici” rifugiati eritrei di piazza Oberdan si preparano a trascorrere l’ennesima nottata sotto le stelle. Mudir mi accoglie con un sorriso più radioso del solito: mostra con orgoglio quattro cuscini bianchi di un divano smesso con appiccicato sopra un foglio. “Amsa”. Non se ne vogliono andare e per sottolineare l’intento hanno appeso uno striscione: “Casa = diritti e dignità”.
Non sarà una notte tranquilla: poco dopo le 11.30 arriva la polizia. I funzionari chiedono i documenti e invitano tutti ad andarsene. Bisogna pulire la piazza e bisogna far passare i mezzi Amsa. La notizia però viene smentita poco dopo da un responsabile della stessa agenzia di nettezza urbana: “Noi la piazza l’abbiamo pulita alle nove, come tutte le sere”. Alla tensione subentra l’imbarazzo, poi partono le telefonate. Viene svegliato chi di dovere e nel giro di qualche minuto arriva l’ordine al funzionario Amsa: pulire di nuovo la piazza. A tre ore di distanza dall’ultimo intervento, obbligando il funzionario e quattro operatori a qualche ora di straordinario non preventivato.
Chiusa la parentesi “igienica” riparte il controllo dei documenti. Che prende quasi un’ora di tempo. Nel frattempo a nessuno è permesso mettersi a dormire, nemmeno a chi deve andare a lavorare il giorno dopo. Al termine dei controlli, gli agenti restituiscono carte d’identità e permessi di soggiorno, ma a una condizione: non restare a dormire sulla piazza, ma trasferirsi sul pezzetto di prato che separa la strada dal binario del tram in via Vittorio Veneto. Qualcuno accetta, perché non capisce o perché stanco, quattrodici invece si oppongono. “Non voglio dormire nel prato – dice uno dei ragazzi – non sono un animale”. A nulla valgono le parole del funzionario che cerca di essere accomodante e la tensione sale di nuovo. Qualcuno scatta una foto con il cellulare e viene ripreso.
I quattordici, ha fatto sapere ieri il vice sindaco di Milano Riccardo De Corato “sono stati denunciati penalmente per non aver rispettato un ordina impartito dall’autorità pubblica (art. 650) per ragioni di sicurezza e igiene e per invasione di aree pubbliche ai fini abitativi o altro uso (art. 633)”.
Erano stanchi ieri sera. Malgrado il trambusto, Paulus crolla e si addormenta sui cartoni. Si sveglia di botto solo quando i toni si alzano troppo. Un ragazzo, di cui non ricordo il nome, sta per mettersi a piangere. E intanto De Corato ringrazia il Prefetto: “per la determinazione con cui viene finalmente affrontata la vicenda, il cui carattere strumentale è ormai manifesto”. Come a dire: vediamo per quanto tempo faranno ancora i duri. La tattica è chiara: rendergli la vita impossibile e prenderli per sfinimento.

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