sabato 5 dicembre 2009

Salto all'indietro

"Me ne frego! Me ne frego!". Milano, un venerdì sera qualunque. In una carrozza del metro che collega la stazione Garibaldi alla Centrale. Una decina di ragazzi, giovanisismi, sciarpe della Juve al collo, ma potrebbero essere quelle di qualsiasi altra squadra. Tra loro una ragazzina dal viso dolce. Carina.

"Me ne frego è il nostro motto, me ne frego di morire, me ne frego di Togliatti e del sol dell'avvenire". La prima strofa non mi colpisce particolarmente, fanno così tanto baccano che l'unico pensiero è "speriamo che scendano presto!" Solo che quel "me ne frego" mi fa venire in mente qualcosa che non riesco a mettere a fuoco.

"Ce ne freghiamo della galera, camicia nera trionferà. Se non trionfa sarà un macello
col manganello e le bombe a man!". Il braccio destro teso. "Duce! Duce! Duce!". Urlato tre volte, senza remore, senza che nessuno in quella carrozza del metro avesse nulla da ridire. Il repertorio passa poi a un "Faccetta nera" appena abobzzato e ad altri cori contro l'interista Mario Balotelli. Perché, per loro, non può esistere un "negro italiano".

Nemmeno io, a dire il vero, ho provato a dire qualcosa a questi ragazzi. Paura? Si, perché se a vent'anni non sai fare niente di meglio che cantare queste schifezze in metropolitana (in mezzo alla gente che torna a casa dal lavoro) o sei un idiota che non sa che in Italia esiste una legge che punisce l'apologia di fascimo. Oppure sei veramente convinto di quello che dici. E questo, mi fa molta paura.

Una scena cui, sinceramente, non credevo di dover mai assistere. Almeno, non all'interno di un momento di banale quotidianità come può essere un viaggio in metropolitana. Sarà un caso, ma ho appena finito di leggere "Bande nere" di Paolo Berizzi.

1 commento:

  1. E questa è solamente la punta dell'iceberg...
    immagino che adesso dal lavaggio della testa delle vite emergenti il progetto politico che appare dietro non sia quello di ottenere maggior consenso (vetero demo-cratico), ma di gestire le masse di acefali creati per gli interessi dei soliti pochi noti. In altri termini, interessi della cricca oltre la casta.

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